Ascoli fu sede di teatri fin dall'epoca
romana, ma è a metà del `500 che inizia una vera
e propria tradizione teatrale, confermata dall'esistenza di
una scena mobile, montata all'occorrenza in un salone del palazzo
dell'Arengo che divenne, successivamente, un vero e proprio
teatro stabile in legno intitolato a Ventidio Basso. Il pericolo
di incendi spinse più tardi l'Amministrazione a favorire
la costruzione di un nuovo teatro in muratura. I fondi necessari
furono reperiti facendo acquistare un palco a molte famiglie
della città.

Teatro Filarmonici
Nel 1827 si costituì ad Ascoli la Società Filodrammatica
che attraverso una raccolta di fondi poté realizzare
un nuovo teatro aperto nel 1832. L’ edificio, con la
tipica forma a ferro di cavallo a due ordini di palchi e un
loggione, fu ristrutturato nel 1897 fino a raggiungere la capienza
di 400 posti. Il suo interno fu decorato a stucchi dallo scultore
Giorgio Paci.

Teatro Ventidio Basso
Il progetto per il teatro Ventidio Basso fu affidato nel 1839
ad Ireneo Aleandri, ideatore dello Sferisterio di Macerata
e del Teatro di Spoleto.
Nel novembre del 1846 l'attività artistica iniziò con
le opere liriche Ernani e I puritani, anche se il teatro non
era ancora ultimato (infatti la facciata neoclassica fu realizzata
a partire dal 1851). Nel 1932 il Comune riacquistò tutte
le quote versate dai vecchi proprietari ed il teatro divenne
comunale. Chiuso nel 1979 per un lungo restauro, il teatro è stato
riaperto nel 1994 con la rappresentazione de La Traviata.

Auditorium S. Francesco di Paola
L'edificio era una chiesa neoclassica fatta realizzare nel
1848 dal Vescovo Gregorio Zelli, fondatore della congregazione
dei Cordigeri, devoti al santo calabrese Francesco di Paola.
Per la costruzione fu ripreso un progetto per il Santuario
di S. Rosa a Viterbo rimasto inutilizzato. L'edificio è stato
restaurato nel 1989 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di
Ascoli Piceno ed offre ora il suo spazio a convegni, conferenze
e concerti di musica. Funge da foyer l'ex chiesa di S. Giovanni
appartenuta ai cavalieri Templari.
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