L'arrivo dei Longobardi ad Ascoli
(578 d.C.) s'inquadra nella progressiva espansione di questo
popolo nell'Italia centrale e meridionale con la formazione
dei Ducati di Spoleto (di cui Ascoli entrò a far parte)
e di Benevento. L'invasione comportò una riorganizzazione
del territorio sia dal punto di vista istituzionale che insediativo,
date le esigenze difensive dei nuovi conquistatori.

Castel Trosino
Una delle più importanti e rare testimonianze di epoca
alto-medievale nell'Italia centrale è rappresentata
dalla Necropoli di Castel Trosino, scoperta per caso nel 1893.
L'insediamento longobardo in questo sito, la cui posizione
costituiva già una difesa naturale, risale alla fine
del VI secolo. L'area cimiteriale principale mette in luce
la compresenza di tradizioni funerarie miste tardo-romane e
longobarde, cosa che dimostrerebbe un'integrazione tra le due
culture.
L'abbigliamento
Nel Museo Archeologico sono conservati solo alcuni degli oggetti
della Necropoli di Castel Trosino (quasi tutto il materiale
in essa rinvenuto si trova attualmente al Museo dell'Alto Medioevo
a Roma); spiccano comunque, tra i più preziosi, alcuni
reperti che si riferiscono all'abbigliamento maschile e femminile
dell'epoca.

Giulio Gabrielli
Il pittore ed erudito Giulio Gabrielli (1832-1910), pur non
essendo un archeologo di professione, dette l'avvio ad un riordino
dei ritrovamenti in senso scientifico, partecipò alla
campagna di scavo in qualità di ispettore della Sovrintendenza
e ne dette testimonianza nei suoi taccuini e con alcuni acquerelli.
Valle Castellana e toponimi
Lo stanziamento militare longobardo interessava tutta l'area
di Valle Castellana tra Ascoli Piceno e Teramo, come risulta
ancora oggi da diversi toponimi di origine germanica presenti
nel territorio. Ad esempio da "fara" (insediamento
di uomini liberi armati) derivano i nomi di alcuni paesi di
questa zona come Leofara e Faraone. |