Pittore veneziano del Rinascimento
(1430/35-1495), allievo, come Mantegna, della bottega del padovano
Squarcione, per circostanze burrascose che lo videro implicato
in uno scandalo per adulterio, si trasferì prima in
Dalmazia e poi, definitivamente, nella papalina Ascoli.
II capolavoro
Lo splendido ed intatto Polittico di S. Emidio, completo della
cornice originale, è conservato nella Cappella del Ss.
Sacramento della Cattedrale. II polittico, dipinto nel 1473, è considerato
il capolavoro dell'artista.

Le opere disperse
E' attribuito a Crivelli un elevato numero di opere, ma oltre
al polittico di S. Emidio, sono rimaste in "patria" solo
la Madonna di Poggio di Bretta (Museo Diocesano) ed i due trittici
di Valle Castellana (Pinacoteca Civica). Le altre sono perdute
oppure disperse in molti musei del mondo.
In particolare l'Annunciazione (1486), commissionata al pittore
per celebrare la Libertas Ecclesiastica, ottenuta dalla città di
Ascoli nel 1482, si trova oggi alla National Gallery di Londra.

Pietro Alamanno
L'allievo più importante di Crivelli fu Pietro Alamanno,
di origine austriaca, documentato ad Ascoli tra il 1475 e il
1498, autore dell'Annunciazione del 1484 per la Cappella Anzianale,
dei polittici commissionati dalle comunità straniere
residenti - albanesi, schiavoni - e di molti dipinti per le
chiese del territorio ascolano.

L'abbigliamento
Molto interessante è l'utilizzo da parte di Crivelli
di elementi dell'abbigliamento propri della sua epoca e dei
luoghi della sua vita. Basti notare il copricapo, la cintura
con inserti d'argento sbalzato di tipica manifattura ascolana
e le stoffe che invece richiamano manifatture orientali importate
a Venezia.
I simboli
Particolare è anche l'inserimento all'interno delle
opere di fiori e frutti dal significato simbolico: la mela
(peccato originale), la pesca (trinità), il cetriolo
(lussuria), il melograno (fertilità), presente quest'ultimo
soprattutto nelle stoffe.
La bottega
Ad Ascoli Carlo Crivelli fu a capo di una vera e propria scuola
che ha influenzato fortemente la pittura del territorio. Nella
bottega si svolgevano tutti i lavori attinenti al dipinto,
dalle opere di falegnameria e di intaglio per le cornici, a
quelle di decorazione con rilievo a pastiglie della superficie
pittorica stessa.
II Saggio della Ragione
Un interessante affresco di ambito crivellesco si trova nella
sala del Consiglio Comunale del palazzo dei Capitani: è il
Saggio della Ragione dipinto nel 1484 che così ammonisce:
ODI LA PARTE ET L'OCCHIO A LA RAGIONE DERIZA E SE ME VOLI IN
LIBERTATE MANTEN TE IN CARITATE ET UNIONE.
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